LA TRADIZIONE DI SAN ZOPITO

 

La festa del patrono si celebra il lunedì di Pentecoste. Attrazione principale è la singolare processione con un bue bianco ben tenuto, adorno di gualdrappa, fiocchi, specchietti e nastri colorati, cavalcato da un bimbo con l'abito bianco ornato di ori, con una coroncina di fiori in testa, un ombrellino che lo ripari dal sole e un garofano rosso in bocca. Il bue, preceduto da uno zampognaro e col seguito processionale, percorre le vie del paese e, sulla soglia della chiesa di San Pietro, rende omaggio al santo protettore inginocchiandosi più volte.

 

Si narra che, agli inizi del 1700, ci fosse in ogni paese il proposito di prelevare dalle catacombe i resti di qualche santo martire.

Il vescovo di Penne accolse la richiesta dei loretesi ed inviò a Roma un fiduciario che, entrato nelle catacombe di San Callisto, notò una lapide con la scritta " Sopitus in domino " e l'aggiunta " Vicenne ". A quei tempi Vicenne era denominata una contrada di Loreto . Il perspicace fiduciario pensò che proprio quello fosse il martire giusto: le reliquie di Sopitus furono sistemate in una cassa e portate a Penne. Quando la processione giunse a Collatuccio, la prima contrada nel territorio di Loreto Aprutino dopo Penne, un contadino, che stava arando con un bue, al contrario di tutti gli altri che si facevano incontro al corteo con genuflessioni e segni di croce, continuò a lavorare noncurante del passaggio del santo. Fu allora che avvenne il miracolo: il bue s'arrestò e, sotto gli occhi increduli e stupefatti di tutti, s'inginocchiò devotamente. Il bifolco comprese la sua colpa e, con il bue, si unì al seguito, pregando e invocando il perdono.

Il fatto prodigioso si verificò il lunedì di Pentecoste dell'anno 1711, e da allora, ogni anno, a Loreto Aprutino si celebra la festa del Santo.



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